Prodotto autarchico

sabato 14 novembre 2009


Il mondo è una palla rotonda leggermente schiacciata ai poli. Ed essendo palla che fa? Rotola. È chiaro, che la terra si muova non è una novità. L'ha detto qualcuno che tra l'altro deve essere anche finito in galera. Sì, ma ultimamente sta succedendo un fenomeno strano. Molto strano. Si sente. Si sente che si muove. Si ha proprio come la sensazione che il terreno sia alquanto malfermo. Sì, è un movimento direi sismico, continuo. Ondulatorio o sussultorio? Vabbè, non andiamo nel difficile. Insomma, si fa fatica a stare in piedi. Manca proprio l'equilibrio.
All'inizio credevo che fosse un fatto mio, personale. Ero un po' preoccupato. Poi guardando più attentamente in giro mi sono accorto che la gente non è perfettamente in asse. Sono tutti un po' traballanti. Tutta un'umanità che dondola, sbanda, slitta, cerca di stare in piedi in qualsiasi modo. Riuscire a mantenersi in equilibrio su un terreno instabile, insicuro, non è cosa facile. Ma dopo un po' ce la si fa.
Certo non si può pretendere che uno concentrato com'è per stare in piedi possa occuparsi degli altri, del mondo. Insomma, possa pensare. Nooo. Ma a parte questo, la gente non ci fa neanche molto caso. Ma sì, l'uomo si abitua a tutto. Ognuno c'ha il suo traballìo: chi a destra, chi a sinistra... il centro non c'è più. La gente si incontra per la strada, normale, si saluta, le solite frasi di circostanza:
"Come va, signora?"
"Eh, insomma, ci si barcamena"
"Eh, beata lei che ha il culo basso!"
Dopo un po' si riesce anche a darsi la mano. Tac! Centrata!
"Vuole un caffè? È già mischiato".
Ma sì, basta abituarsi. Basta non cercare punti fermi che tanto non ci sono. Dopo un po' diventa tutto come prima. Per forza: l'abitudine è il surrogato della normalità. Gli amori continuano a nascere, teneri e traballanti. Anche gli amplessi sono meno faticosi. Basta sintonizzarsi col dondolìo e tutto va da sè. La riproduzione della specie è salva.
Alcuni poi, non so se più incoscienti, più spensierati o non so cosa, non si sono proprio accorti di nulla, stanno benissimo. Per forza, l'ignoranza è il surrogato della felicità.

Giorgio Gaber - Sandro Luporini,
E pensare che c'era il pensiero (1994)



Il punto
è che è tanto più facile
immaginare d'essere felici
all'ombra d'un potere ripugnante
che pensare di doverci morire.

Giovanni Raboni, Ricordo troppe cose dell'Italia (2002)

8 bottoni:

Baol ha detto...

Ciao Ross ;)

veronica ha detto...

Ma, che altro si può dire? A parte il fatto che ti ringrazio per averci fatto scoprire questo splendido stralcio di Gaber e Luporini, ti dico che mi sento un po' folle a percepire il senso di dittatura. Oggi al tg hanno detto che islamici e gruppi legati ai brigatisti hanno cercato di tendere attentati al premier, ma non ci credo, fa parte del processo di santificazione di quest'uomo ripugnante.

il Russo ha detto...

o.t. Guarda che ci conto eh Ross?

Ross ha detto...

@Baol: ciao occhiuzzo.

@Veronica: hai usato il termine giusto, è una questione di percezioni. Occorre tenere vigili i sensi della propria coscienza e della democrazia.

@il Russo: farò del mio meglio. Intanto che investigo sul campo tu perchè non cominci lasciando un commento al video su youtube?

Alberto ha detto...

E così il punto di gravità permanente è diventato il punto di gravità traballante.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Qui oramai di situazioni di equilibrio e centri di gravità non ne esistono quasi più. Belle le parole di Raboni, belle e molto attuali.

S.B. ha detto...

Ciao Ross, sono citazioni che fanno pensare parecchio. Purtroppo vedo in giro sempre più persone che di pensare non hanno voglia :-(

Alessandra ha detto...

l'abitudine ... gran brutta bestia! ... questo sia nel privato che nel sociale.
Grazie Ross.
a presto,
Ale